Report: gestire la complessità informativaLettura: 4 min

Questo articolo è stato pubblicato inizialmente su www.assessmentoline.it il 29/5/17, a firma di Valentina Gaetani e Massimo Cardolicchio.


Quando si parla di sviluppo aziendale, il primo passo da compiere a valle dei processi di valutazione parte sempre da uno strumento noto quanto sempre nuovo: il report.

Caratteristiche di un report

reportIl report è un documento prodotto a valle di un assessment, contenente informazioni utili a presentare gli esiti delle procedure di valutazione messe in atto sulla popolazione di riferimento.
Le informazioni che contiene possono essere di tipo quantitativo o di tipo qualitativo, sotto forma di testo, di grafici, o di immagini, ma la sua caratteristica principale deve rimanere una: la fruibilità per chi lo legge.
Così i report hanno una struttura precisa, concordata con il cliente a seconda dell’obiettivo e del destinatario e accompagnata, all’occorrenza, da contestualizzazioni rispetto alla teoria alla base delle differenti sezioni.

A cosa serve il report?

La finalità di un report è quella di sintetizzare e rendere fruibili una serie di informazioni sui partecipanti all’assessment, in modo che il management possa avere un quadro sinottico utile a definire le azioni da intraprendere; il report dunque è da un lato uno strumento di approfondimento sul singolo, poiché presenta nel dettaglio i vari aspetti di valutazione del partecipante, dall’altro anche uno strumento che fornisce delle viste aggregate, ossia informazioni riferite a tutti i membri di un settore o di una determinata popolazione aziendale.

Report per l’organizzazione

Il report diventa dunque una lente con cui osservare la propria azienda, negli aspetti più macroscopici, per avere una vista complessiva su di essa con delle viste aggregate, oppure per focalizzarsi sul singolo, osservandolo da diversi punti di vista.

Procedere sul duplice binario che consente di avere una vista di sintesi sull’organizzazione e un drill-down sui singoli, permette al management di disporre e di padroneggiare in modo più immediato della mole di informazioni raccolta sulle persone, consentendo anche di cogliere elementi di ascolto della popolazione utili a tarare gli interventi da mettere in campo.

Le viste aggregate si prestano per analisi su specifici settori, utili a correlare anche competenze e dati di business, quali risultati di conto economico di un punto vendita oppure gli esiti di un’indagine di customer satisfaction: individuare le competenze critiche per il successo dell’organizzazione diventa così la leva per crescere insieme, persone e azienda.

competenze tecniche e trasversali per l'assessment
Una metafora per rappresentare l’”incrocio” di competenze tecniche e trasversali

I report individuali, dedicati all’approfondimento sul singolo collaboratore, sono preziosi per il management perché offrono, per ogni partecipante, punti di osservazione diversi: oltre al set di competenze tecniche utili allo svolgimento delle mansioni, gli esiti del report sul singolo forniscono viste sulle abilità soft, quelle trasversali e manageriali, che sono altrettanto importanti nel lavoro, ma anche sulle caratteristiche personali, ad esempio i comportamenti preferenziali agiti in gruppo, oppure sulle leve motivazionali proprie di ciascuno.

Inoltre avere accesso alle informazioni più “nascoste” di una risorsa aziendale, come le passioni o le competenze extra-lavorative, può aprire la strada alla conoscenza di potenziali inespressi e, di talenti da sviluppare e far crescere all’interno. Così, la conoscenza mirata delle risorse può essere seguita da scelte strategiche direzionali, come la riorganizzazione del lavoro, o una job rotation, o altri interventi sul personale.

Report per le persone

Una peculiarità dei report di assessment è quella di poter essere elaborati e messi a disposizione anche delle persone, per restituire loro un punto di osservazione esterno utile a supportare e sostanziare un percorso di sviluppo che prenda le mosse dalla consapevolezza delle proprie distintività, per costruire sui propri punti di forza e gestire le aree di sviluppo. In tal senso può anche essere un punto di partenza per fornire feedback puntuali sui comportamenti, che vedano sempre il partecipante protagonista di un percorso di auto-riflessione e lo coinvolgano nel processo di valutazione quale autovalutatore e portatore di informazioni uniche (come espresso nella finestra di Johari).

Quali gli sviluppi futuri per i report?

Nell’era dei big data l’obiettivo sottostante alla costruzione dei report rimane uno: esprimere e interpretare la complessità dei dati disponibili per abilitare insight che siano davvero risorsa e terreno fertile per la crescita di organizzazione e persone, mettendo in connessione dati e spunti e dischiudendo una vista ricca e sistemica che supporti i decision makers nella loro attività.


valentina gaetani

Valentina Gaetani

Assessor professionista, si occupa di processi di valutazione delle competenze e del potenziale. È consulente senior nell’area People & Change Management di SCS Consulting.

 

Massimo CardolicchioLaureato in Psicologia delle Organizzazioni e dei Servizi, è analista dell’Area People & Change Management di SCS Consulting.

Cardux
Mi chiamo Massimo, sono nato nel 1989 e scrivo sul mio sito dal 2008. Cosa ho imparato in questi anni online? Che non si smette mai di imparare...