L’evoluzione dell’ansia: perché ci preoccupiamo e rimedi fantasticiLettura: 8 min

Immaginate per un attimo di essere una giraffa. Sì, una giraffa.
Vivete in una sterminata prateria della savana africana. Avete un collo lungo oltre due metri e, di tanto in tanto, un gruppo di hoomaney si avvicina su di un’auto, partecipando a qualche programma da guardoni altresì chiamato “safari”. Vi scattano anche una marea di foto.

Ma né macchine fotografiche, né quei 190cm di collo sono le uniche differenze che vi separano da quei tipi che pagano (parecchio) per venirvi a vedere. La differenza più grande tra voi e le vostre amiche giraffe (e amici giraffi?) e quel gruppetto di umani che scattano foto consiste nel modo in cui ogni decisione che prendete porta ad un beneficio immediato nella vostra vita. Per esempio:

  • quando avete fame vi avvicinate ad un albero e ne mangiate le foglie;
  • quando c’è una tempesta in arrivo, cercate riparo da qualche parte;
  • quando avvistate un leone che si avvicina poco amichevolmente, voi e i vostri amici scappate (o accerchiate il leone e lo picchiate brutalmente con le vostre lunghe gambe)

Praticamente in ogni momento, tutte le decisioni che prendete in quanto giraffa hanno una ricaduta immediata sulla vostra vita. In altre parole, vivete in quello che la ricerca chiama ambiente a ricompensa immediata, poiché, come è prevedibile, ogni azione restituisce un beneficio istantaneo. La vostra vita è fortemente orientata al presente.

L’ambiente a ricompensa ritardata

Ribaltiamo il copione di prima e cambiamo prospettiva: ora siete quel gruppetto di umani che scattano foto durante il safari. Al contrario della giraffa, le persone vivono in quello che i ricercatori chiamano ambiente a ricompensa ritardata¹.

La maggior parte delle scelte che fate oggi non vi porterà un beneficio immediato. Se oggi fate un buon lavoro in ufficio, avrete il vostro stipendio alla fine del mese (ma anche se fate un lavoro mediocre, poi sta ai vostri capi decidere cosa fare della vostra vita precaria). Se mettete da parte qualche risparmio adesso, avrete abbastanza soldi per quella vacanza che progettate dal 2012. Molti aspetti della società attuale sono progettati per ritardare la ricompensa in qualche punto nel futuro.

Per esempio, girovagando per la savana a bordo della vostra Jeep, potreste pensare: “Ehi, questo safari è proprio una figata! Sarebbe bello lavorare come ranger del parco e poter vedere giraffe tutti i giorni. Forse è giunta l’ora di una svolta per la carriera? Sto davvero facendo il lavoro che voglio? Dovrei cercare altro?”².

Sfortunatamente, vivere in un ambiente a ricompensa ritardata tende a portare a stress e ansia cronica per gli esseri umani.

L’evoluzione del cervello umano

Il cervello che tutti ci ritroviamo attualmente (l’obiettivo attuale non è parlare di quanto venga usato, per questo non basterebbe un sito intero) si è sviluppato mentre gli umani vivevano ancora in un ambiente a ricompensa immediata.

I primi resti degli esseri umani moderni – quelli noti come Homo sapiens sapiens – sono stati datati a circa 200mila anni fa (decennio più, decennio meno). Questa classe di Homo è stata la prima ad avere un cervello relativamente simile al nostro. In particolare, la neocorteccia – la parte evolutivamente più recente, responsabile delle funzioni di più alto livello, come il linguaggio – aveva più o meno le stesse dimensioni di oggi³ già 200k anni fa.

Se comparata all’età del cervello, la società moderna è straordinariamente giovane. Di fatti, solo recentemente – negli ultimi 500 anni – la società in cui viviamo ha svoltato verso una dominanza dell’ambiente a ricompensa ritardata. La velocità di questa trasformazione è aumentata esponenzialmente, se comparata ai tempi preistorici. Negli ultimi 100 anni abbiamo visto nascere le automobili, gli aeroplani, la televisione, i personal computer, internet, e Barbara D’Urso. Praticamente tutto quello che fa parte delle nostre vite quotidiane è stato creato in una piccolissima finestra temporale.

In 100 anni può succedere davvero di tutto. Dalla prospettiva dell’evoluzione, tuttavia, 100 anni sono paragonabili praticamente a un battito di ciglia. Il cervello moderno ha impiegato centinaia di migliaia di anni per evolversi all’interno di un certo ambiente (a ricompensa immediata), e in un attimo tutto l’ambiente è cambiato (in quello a ricompensa ritardata).

IL TUO CERVELLO È PROGETTATO PER CERCARE DELLE RICOMPENSE IMMEDIATE.

L’evoluzione dell’ansia

La differenza che intercorre tra il nostro vecchio cervello e il nuovo ambiente ha avuto un’importanza significativa sulla quantità di stress e ansia cronici di cui soffriamo oggi.

Migliaia di anni fa, quando gli umani vivevano in un ambiente a ricompensa immediata, lo stress e l’ansia erano emozioni utili alla sopravvivenza, per gestire problemi in maniera rapida e fronteggiarli (e possibilmente risolverli) velocemente. Ad esempio:

  • un leone appare in lontananza › stress › reazione di fuga › stress scomparso
  • una tempesta all’orizzonte minaccia di rovinarvi la permanente › bisogna cercare riparo › si trova riparo › ansia sparita
  • non bevete acqua da mezza giornata › siete stressati e disidratati › trovi acqua › stress scomparso.

È a questo che sono servite le emozioni di stress, ansia e preoccupazione: a mantenerci in vita in un ambiente altamente pericoloso, a risolvere problemi a brevissimo termine e molto importanti (sopravvivere, cercare cibo, proteggersi da maltempo, predatori). In tempi remoti non esisteva stress cronico perché non esistevano problemi cronici. In tempi remoti, e in un ambiente a ricompensa immediata.

Gli animali selvatici raramente sperimentano lo stress cronico. Il professor Mark Leary della Duke University ha detto: «Un cervo può essere sorpreso da un forte rumore e scappare nella foresta, ma non appena la minaccia sparisce, il cervo si calma subito e ricomincia a pascolare. E non sembra essere inceppato come molte persone4». Quando vivete in un ambiente a ricompensa immediata, la vostra unica preoccupazione consiste i pericoli immediati. Una volta che la minaccia è andata, è andata anche l’ansia.

Oggi affrontiamo problemi diversi. Ce la farò ad arrivare a fine mese? Avrò la promozione al lavoro, o spererò sempre di diventare Facility Manager pur rimanendo un misero analista? Le cose andranno bene nella coppia? I problemi nell’ambiente a ricompensa ritardata raramente possono essere risolti all’istante, nel momento presente.

I rimedi fantastici

Una delle fonti di ansia nel nostro ambiente a ricompensa ritardata è l’incertezza costante (non a caso, un mio vecchio blog ormai accantonato nella memoria si chiamava l’incertezza radicale). Nessuno vi assicura che studiare tanto vi darà il lavoro dei vostri sogni. A un 110 e lode non corrisponde una paga più alta. Nessuno garantisce che i vostri investimenti saliranno sempre di più (se lo fanno, iniziate a preoccuparvi). Non è assolutamente detto che l’appuntamento di stasera porterà alla nascita di una relazione. E nemmeno che la nostra nuova fiamma rimarrà tale tra un paio di mesi. Vivere in un ambiente a ricompensa ritardata significa solo una cosa: siamo circondati dall’incertezza. Radicale.

Perciò, cosa possiamo fare? Come si può sopravvivere senza ammattire in questo maledetto ambiente che genera ansia e preoccupazione come se piovesse?

La prima cosa che potete fare è misurare. Tenere traccia delle cose, misurarle. Non puoi sapere quanti solti avrai messo da parte per la pensione, ma potete ridurre l’ansia di andare in bancarotta tenendo traccia delle entrate e delle uscite mensili, per esempio. Nessuno vi presenterà un’offerta di lavoro appena laureati, ma potete tenere traccia dei CV inviati, di quante aziende hanno posizioni vacanti, o offrono tirocini (tasto dolente, ma anche per questo non è il caso di parlare adesso). E così via.

L’atto del misurare prende una quantità incerta e la rende nota. È tanta roba. Quando tenete traccia di qualcosa, diventate immediatamente più consci di quello che sta succedendo, dell’andamento che ha una certa situazione. Ovviamente questo non risolverà magicamente i vostri problemi, ma renderà più noto l’ambiente in cui agite, vi tirerà fuori dal buco nero della preoccupazione e dell’incertezza, e vi aiuterà a decidere meglio come muovervi.

Inoltre, una delle distinzioni più importanti tra l’ambiente a ricompensa immediata e ritardata è il feedback, la risposta alle vostre azioni. Gli animali ricevono feedback immediati rispetto alla cosa che li stressa. Di conseguenza, sanno precisamente quando e se sentirsi in pericolo o meno. Senza nessuna misurazione voi umani non avete alcun feedback.

Spostate le vostre preoccupazioni

La seconda cosa che potete fare è proprio spostare le preoccupazioni, trasformarle da un problema a lungo termine ad una routine a breve termine (giornaliera) che risolve quel determinato problema.

  • anziché preoccuparvi dei chili in eccesso delle vacanze di Natale, concentratevi sul fare una bella passeggiata ogni giorno, o un bel workout tre\quattro volte a settimana, o sul preparare dei pasti che non siano fatti al 70% di grassi.
  • anziché preoccuparvi del 110 e lode della vostra laurea, concentratevi su quante ore al giorno passate a studiare.
  • anziché preoccuparvi di quanto avrete a fine mese, concentratevi su quanto spendete giorno dopo giorno, e regolatevi di conseguenza.

L’intuizione chiave che rende questo strategia funzionante è: fare in modo la vostra routine quotidiana vi premi subito (ricompensa immediata) e risolva i vostri problemi futuri (ricompensa ritardata).

I nostri cervelli non si sono evoluti per far fronte ad un ambiente a ricompensa ritardata, ma quest’ultimo è quello in cui viviamo oggi. Tenendo traccia delle cose importanti per voi e concentrandovi sulle cose da fare immediatamente, a piccoli passi, per risolvere i problemi a lungo termine, può essere molto utile per ridurre l’incertezza e lo stress cronico, che tanto ci affliggono nella società moderna.


¹ Ho passato buoni 5 minuti a decidere se riportare la traduzione italiana dell’espressione inglese delayed return environment in “ambiente a ricompensa ritardata” o “ambiente a ricompensa posticipata”. Alla fine ho deciso per la prima in base al suggerimento fornitomi dal mio amico Google Traduttore.

² Pensieri assolutamente irrealistici e che non hanno mai sfiorato la mente di nessuno, ndA.

³ È interessante notare come per milioni di anni il cervello umano ha accresciuto le sue dimensioni, durante l’evoluzione, aumentando le proprie capacità; tuttavia, negli ultimi 25mila anni le dimensioni del cervello si sono leggermente ridotte. Non chiedetemi come hanno fatto a capirlo.

4 La traduzione di quest’ultima frase può essere un po’ troppo di senso: “And it doesn’t appear to be tied in knots the way that many people are”.

Postilla

Cardux
Mi chiamo Massimo, sono nato nel 1989 e scrivo sul mio sito dal 2008. Cosa ho imparato in questi anni online? Che non si smette mai di imparare...