I miracolati OVVERO il modo per far carriera… senza lavorare per davveroLettura: 2 min

Una parte del mio lavoro consiste nell’osservare le persone. Capire cosa fanno, come lo fanno e perché lo fanno. Capire le persone significa riuscire ad interpretare l’organizzazione e le sue regole. Ogni azienda, da quelle di successo a quelle disastrate, sono fatte di persone. E come le persone anche le aziende a volte sono irrazionali. Esistono tantissimi esempi di irrazionalità ma una che mi ha sempre incuriosito sono le carriere dei “miracolati”
I “Miracolati” sono la quinta essenza della mediocrità. Professionisti che non eccellono in niente né da un punto di vista delle conoscenze tecniche né per quelle trasversali. Ma che, nonostante questo, riescono a raggiungere posizioni e RAL (retribuzione annua lorda) di assoluto prestigio. La domanda che mi sono sempre posto è «Ma come fanno?». Incuriosito ho cercato di capire e mi sono accorto che esistono dei tratti comportamentali comuni. In quest’articolo ho cercato di tradurli nelle

REGOLE PER FARE CARRIERA… SENZA LAVORARE PER DAVVERO.

Regola numero 1
Arriva prima degli altri e vai via dopo tutti gli altri anche se non hai niente da fare.

Regola numero 2
Quando devi spostarti porta con te il PC, l’agenda e vai a passo spedito, anche se non ne hai motivo. Se cercano di fermarti rispondi che vai di fretta.

Regola numero 3
Quando sei dal capo sii sempre positivo, qualsiasi cosa succeda, soprattutto quando chiede la tua opinione su una sua idea.  Ma appena fuori dal suo ufficio lamentati sempre. Genera negatività su tutto quello che è al di fuori dalla tua area di influenza.

Regola numero 4
Impara ad essere uno yes man ben mimetizzato. Ormai gli yes man li sgamano subito. Sii furbo. Non dire sempre di sì al capo, ma inventa un contraddittorio che alla fine gli farà avere ragione. Sarà molto più soddisfatto ed apprezzerà il tuo “contributo”.

Regola numero 5
Quando qualcuno ti chiede qualcosa sii sempre vago nel rispondere. Riempilo di chiacchiere utilizzando la tattica dello sfinimento. Alla fine il tuo interlocutore avrà la sensazione di non aver capito niente, ma è un problema suo non tuo.

Regola numero 6
Se proprio devi fare del lavoro, cerca qualcuno su cui ti puoi appoggiare a livello operativo e scarica su di lui l’attività. Se il lavoro è stato fatto bene metti in risalto le tue doti, se è stato fatto male la colpa non è certo tua.

Regola numero 7
Son prendere mai decisioni, ma aspetta sempre il risultato  delle decisioni altrui. Se la decisione è stata positiva prenditene il merito o seguine il flusso, se invece c’è qualche problema dichiara di essere sempre stato contrario.

Regola numero 8
Se hai un problema, organizza una riunione e fai diventare il tuo problema un problema degli altri.

Avete mai incontrato un “miracolato”? Secondo voi che regole seguiva?


Articolo originale di Gianmarco Pinto | VIA LinkedIn Pulse
Cardux
Mi chiamo Massimo, sono nato nel 1989 e scrivo sul mio sito dal 2008. Cosa ho imparato in questi anni online? Che non si smette mai di imparare...