La Formattazione – come affrontare un traumaLettura: 7 min

Arriva sempre quel temuto momento in cui la decisione è presa: bisogna formattare. Quel momento, per me, è arrivato adesso. Dopo 3 anni e 3 sistemi operativi Windows installati\aggiornati (Windows 8 › upgrade a Windows 8.1 › upgrade a Windows 10) senza mai formattare, è giunto il momento di rifare questo sacrificio informatico a beneficio di prestazioni e mille piccoli difetti che ormai mi fanno sclerare – il colpo di grazia lo ha dato l’Office di Microsoft che all’improvviso ha deciso di smettere di funzionare – nel bel mezzo di consegne universitarie seriali e serrate.

Ma al di là dello sfogo personale di questa piccola-grande frustrazione il punto è: come si fa? E dunque…

Formattare, la grande sfida
La schermata DOS incubo di ogni ossessivo-compulsivo che non vuole perdere un singolo bit di informazione. Neanche il più inutile e datato.

Consigli e suggerimenti per la formattazione

Prima questione: la formattazione, nel caso steste leggendo questo post senza sapere di cosa si parla, è la procedura con cui si cancella definitivamente il contenuto di un hard disk (o di una sua partizione) per far spazio a nuovi dati. Nel caso della formattazione di un sistema operativo, si cancellano tutti i file presenti sulla partizione di sistema, per poter installare un nuovo sistema operativo – o lo stesso, ripulito da tutti i programmi esistenti precedentemente. I benefici sono ovvi in termini di velocità del sistema e di pulizia generale (virus, malware, trojan etc.), con i contro di dover reinstallare ex novo tutti i programmi che usavamo in precedenza. Ma con un po’ di criterio questi inconvenienti possono essere limitati o superati più facilmente. Ecco la mia metodologia, che è quella di un utente mediamente esperto nella procedura, e totalmente ingenua; l’unico criterio alla base è quello di ottimizzazione della nuova installazione, nei termini pratici di utilizzo.

1) fare una lista di programmi da installare subito dopo l’installazione del sistema operativo

Che stia installando Windows o Linux¹, crea un file di testo .txt con Blocco Note, scrivendo una lista di programmi da installare immediatamente dopo la nuova installazione dell’OS. Questo è, ad esempio, un estratto della mia:

MalwareByte (antimalware)
FileZilla (client FTP)
7-Zip (utilità zip)
Evernote (appunti)
XMind (mappe concettuali)
Avira (antivirus)
VLC (riproduzione video)
PowerISO (dischi virtuali)
Microsoft Office (praticamente indispensabile)
CCleaner (pulizia del pc)
Adobe Reader (lettore PDF)
WinZip (utilità zip)
GIMP (editor grafico opensource)
TeamViewer (utilità di controllo remoto)

Questi sono i programmi che ho installato appena ripristinato il pc. Sono quelli di utilizzo più frequente, di cui non potete (e spesso non dovete) proprio fare a meno, per la sicurezza del pc e per la vostra produttività quotidiana.

2) installare solo il NECESSARIO, dopo la formattazione

Quando si accende per la prima volta un pc, spesso è un razzo. Prestazioni ottimali, riscopriamo un processore che ci eravamo dimenticati di avere, e tutto il sangue amaro su quanto Windows faccia schifo scompare per una settimana o due. Fino a quando i file si intasano di nuovo, e il nostro bel HDD da 7200 rpm non si comporta come un 200 rpm del 1995. Per ovviare a ciò e rendere la “nuova” vita del computer un po’ più longeva, il mio consiglio è di evitare di installare tutto quello che c’era su prima – giochi, software mai usati, spesso malware… – e installare solo una lista ristretta e indispensabile di software come quella del paragrafo precedente. Ne beneficia l’ordine e la velocità del computer. Garantito.

3) salvare i documenti più importanti su uno spazio esterno

Ma come? Semplice: salvando i documenti su un supporto esterno che può essere una chiavetta USB, meglio se un HDD esterno (di quelli capienti da 1TB), in modo da tenerli al sicuro e recuperabili in qualsiasi momento. Di recente c’è stato il boom dei servizi di cloud computing, che offrono spazio di archiviazione (spesso gratuito) online, accessibile da qualsiasi computer in qualsiasi parte del mondo connessa ad internet, con delle semplici credenziali. Io ho salvato molti documenti universitari (tesi inclusa) su Google Drive, in modo da poterli recuperare da smartphone, iPad, pc universitario ecc. senza alcun problema. Salvando i documenti (di qualche MB di dimensione) online si evita anche di perderli definitivamente, quella volta che, per sbaglio, ci cade il computer dal balcone 5° piano. Magari dopo mesi di lavoro su un file potrebbe rivelarsi utile non perderlo per uno sbalzo di corrente, ecco.

4) salvare i codici seriali dei programmi registrati (a pagamento!)

Se hai mai acquistato del software, è buona norma scrivere da qualche parte i tuoi seriali, in modo da riutilizzarli immediatamente dopo la nuova installazione. Può essere fastidioso andare a ricercarli nella mail o, peggio, dover contattare l’assistenza software per richiedere il seriale che ti spetta – ma chi assicura i programmatori che non li voglia fregare? Ci siamo capiti… evitiamo al principio il discorso!

5) i preferiti del browser (e colleghi)!

Se non fai parte del gruppo di utenti web che aprono la propria mail cercando su Google “gmail” o “libero” o quel che sia per andare sul proprio client, probabilmente avrai scoperto il magnifico utilizzo della barra dei preferiti (e hai cartelle e sottocartelle per organizzare tutti i siti web che visiti più spesso). Bene, a meno che tu non sia tra i furbi che sincronizzano nel proprio account online tutti i dati del browser ad ogni apertura dello stesso, i preferiti scompariranno per sempre quando formatterai (come d’altra parte tutto il resto): salvali! Esportali dalle impostazioni del browser, non ci vuole niente, e importarli comporta la stessa non-fatica. Ma si guadagna un sacco di tempo evitando di andare a ricercarli tutti uno per uno.

6) approfittare della formattazione per fare una cernita dei software e dei file inutili

…che non utilizzi più, o peggio non hai mai utilizzato, o peggio ristagnano nell’hard disk da anni e te li sei pure dimenticati (io per primo alzo la mano). Come prima, segnati solo il necessario e brucia tutto il resto, tipo le foto della gita di seconda media. Magari salvale su un HDD da mettere in qualche cassetto, ma fai sparire dal pc che usi quotidianamente roba che non apri e non aprirai praticamente mai. Tanto non ci sarà mai l’occasione per scorrere le memorie di 15 anni a questa parte, fidati.

Stesso discorso per i software. Se hai installato qualche programma per un lavoro una tantum un paio di anni fa, e poi hai tenuto quella maledetta icona sul desktop per due anni senza mai nemmeno guardarla, per poi un bel giorno chiederti cosa diavolo sia quell’ananas accanto a un cocktail, vale la pena scordarsi una volta per tutte di quella roba e non reinstallarla. Tanto se ti serve, ti basta una ricerca su Google, come per la prima volta.

7) evitare gli psicodrammi e le ansie da prestazione

Questa è più una nota per il sottoscritto: in fin dei conti la formattazione, o la cancellazione di dati tutto sommato superflui, è una procedura fisiologica nella vita digitale di ogni utente. Vuoi per un cambio di computer, vuoi per un appesantimento irreversibile del sistema, ogni tanto la formattazione tocca farla. E in quel caso si prepara una bella chiavetta USB con una copia legale di Windows all’interno, si spegne il pc dopo aver fatto il backup di tutto il necessario, e si fa partire la procedura di installazione. Una volta cliccato su quel “Formatta” i dati non salvati sono andati persi. Per sempre. Che non è necessariamente una cosa brutta, anzi. Ma se la procedura di installazione dovesse andare male?! Nessun problema: la formattazione si fa prima, quindi bene o male che vada i dati sono già cancellati. In caso di esito negativo, si riprova da capo l’installazione, finché non parte tutto correttamente (in genere al primo tentativo). E quando Windows finisce di installarsi e di aggiornarsi, la soddisfazione di un pc pulito è appagante – se sei un nerd OCD come me.

Tornando a noi

Oggi ho portato a termine la prima formattazione del pc “principale” dopo 2 anni e mezzo. La leggerezza si sente, la reattività si vede. Insomma, è stata una cosa buona e giusta. In un paio d’ore tutto è tornato alla normalità (con i programmi principali ripristinati); anzi, le cose sono migliorate parecchio perché sono passato da un pacchetto Office 2013 che non riusciva ad aprire nemmeno Word, a un nuovo e scintillante pacchetto Office Pro Plus 2016, caricato su una nuova e scintillante Windows 10 Pro. Soddisfatto, sicuramente. L’agonia è finita!

 


Note a pié di pagina

¹: in questo link vi rimando a Linux Ubuntu, che è la distribuzione Linux che personalmente ho sempre usato e preferito. C’è da sottolineare però che non è affatto l’unica, anzi! Esistono decine di distribuzioni basate sul kernel Linux – ricordo, sistema operativo opensource – ma le più conosciute e supportate sono proprio Ubuntu, assieme a Mint e Debian. Tra le varianti che ho utilizzato o utilizzo ancora vi sono Lubuntu (molto leggera, per computer più vecchiotti) e Tails, su cui bisognerebbe aprire un capitolo a parte. Ti rimando direttamente al sito ufficiale.

Cardux
Mi chiamo Massimo, sono nato nel 1989 e scrivo sul mio sito dal 2008. Cosa ho imparato in questi anni online? Che non si smette mai di imparare...